5 False leggende e fake news sul Bitcoin

5 False leggende e fake news sul Bitcoin

5 False leggende su Bitcoin

Mentre Bitcoin continua la sua ascesa, +1200 euro (in 1 giorno) alla stesura di questo articolo (17 Dicembre), complice la disinformazione anche di molte autorevoli testate, smentiamo cinque false leggende sul mondo dei Bitcoin. E’ risaputo leggende e Fake News, non smettono la loro vertiginosa crescita.

È arrivato il momento di chiarire le idee.

Riciclare denaro con Bitcoin

Prima leggenda, riciclare denaro con Bitcoin. Mi spiace deludere le aspettative, Bitcoin non è una criptovaluta nata per riciclare denaro. La sola esistenza della Blockchain, (il famoso libro madre, che registra tutte le transazioni) è un grande ostacolo per considerare bitcoin una criptovaluta per riciclare denaro.

Certamente Bitcoin non tradisce il principio di criptomoneta, l’anonimato parziale è comunque solo per metà. Sebbene non siano presenti le generalità per rintracciare fisicamente il possessore, è possibile comunque seguirne il flusso. Di fatto riciclare denaro con Bitcoin, è una grandissima bufala, alimentata dall’ignoranza.

  • Riciclare denaro con Bitcoin = no, non è possibile. I bitcoin si acquistano con carta di credito, le carte di credito sono intestate.
  • Bitcoin guardia di finanza = spesso questa leggenda è associata al temuto virus Criptolocker, per il quale si faceva riferimento alla guardia di finanza. Tuttavia è bene precisare che la guardia di finanza e Bitcoin non sono in alcun modo correlati.
  • Comprare Bitcoin in modo anonimo = ad oggi non esiste modo, se non facendoseli regalare da qualche amico, che tuttavia dovrà acquistare per nostro conto.

Bitcoin viene utilizzato dai terroristi

Seconda leggenda, Bitcoin viene utilizzato dai terroristi… Non saprei se piangere o ridere. Vi immaginate un terrorista, che acquista con carta di credito Bitcoin? In tutta onesta, credo proprio che i terroristi preferiscano il buon vecchio contante, che è del tutto anonimo (altro che criptomoneta).

I terroristi non usano i Bitcoin per dei validi motivi;

  • Acquistare Bitcoin richiede una carta di credito, un bonifico bancario che rappresenta una chiara traccia bancaria.
  • Vendere Bitcoin per trasformarli in denaro contante, rappresenta un ostacolo. L’enorme afflusso di capitale, ha messo in ginocchio più volte tutti gli Exchange, di fatto rendendo inaccessibili i propri investimenti per svariate ore.

Bitcoin è una bolla, pronta ad esplodere

Spesso si associa il successo di Bitcoin all’unico evento storico, realmente accaduto, quelli dei Tulipani! Ed ecco che nasce, il rituale; Bitcoin è una bolla pronta ad esplodere.

Se non conoscete la storia, la sintetizzo in due righe; In Olanda nel 17esimo secolo, i Tulipani entrarono in uno straordinario rialzo di prezzi. Un singolo bulbo, arrivò alla bellezza di 4600 fiorini, che rapportato al reddito annuo di 150 fiorini (fonte Wikipedia), rappresentava un valore stratosferico. Il tutto finì, con la svalutazione instantanea in una giornata. Di fatto la storia dei Tulipani è stata la prima grande bolla della storia. Il valore divento nullo.

Il paragone con Bitcoin è del tutto azzardato. Il tulipano manca di valore intrinseco, mentre Bitcoin è facile da dividere e trasportare, soprattutto, un bene più scarso dei tulipani. Consideriamo inoltre che è fuori dal controllo delle grandi banche, governi e del tutto decentralizzato. Certamente Bitcoin resta una forma d’investimento ad altissimo rischio, questo è innegabile.

Bitcoin è uno schema Ponzi

Le strade che vengono percorse in questo caso sono di due entità;

  • Bitcoin è uno schema Ponzi. Il più grande schema Ponzi della storia dell’umanità.
  • Bitcoin è uno schema piramidale.

Per fini informativi; si definisce schema Ponzi o schema piramidale, quando vecchi investitori vengono pagati dal capitale immesso dei nuovi. Bitcoin non è una schema ponzi, in quanto tutte le transazioni sono trasparenti e tacciabili. Inoltre nessuno controlla, la crescita e l’adozione. Il prezzo è meramente influenzato dalla domanda e offerta del mercato.

Bitcoin inquina il pianeta

E’ praticamente certo che il mining di Bitcoin richieda moltissima energia elettrica. Come tutti sappiamo l’energia elettrica, (la stragrande maggioranza dell’energia elettrica) viene da fonti non rinnovabili, di conseguenza genera inquinamento ambientale. Tuttavia, è importante guardare in prospettiva, ad esempio “estrarre” un bitcoin, costa un terzo dell’energia spesa in luci natalizie ogni anno negli Stati Uniti. Ed ancora confrontando Bitcoin con l’attuale sistema bancario mondiali il consumo è del tutto ridicolo; Bitcoin con un consumo stimato di 4,4 TWh contro i 650 TWh dal nostro sistema bancario. Bitcoin inquina il pianeta? Beh direi che abbiamo altre priorità più urgenti.

Concludendo, se vi capita di sentire queste bufale, perdonateli. È risaputo che molti amano parlare di argomenti totalmente sconosciuti.