Blogger condannata la prima sentenza scioccante

Sentenza scioccante per una blogger Italiana

Un blog è uno spazio aperto, dove un individuo X, decide liberamente di mettere le sue conoscenza al servizio di potenziali lettori. E sempre bene ricordare che un blog non è una testata giornalistica, quindi non c’è fine di lucro, dipendenti e tutto quello necessario per riportare notizie e interviste dello stesso calibro di una redazione.

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La differenza più netta di un blog rispetto una testata giornalistica, è la libertà d’espressione e parola. Per esempio Bluranocchio è decisamente senza peli sulla lingua, qui non ci sono padroni e servi, ma semplicemente due persone che esprimono giudizi positivi e negativi su determinanti argomenti, senza timori di qualcuno. Ecco perchè amiamo bloggare, e perchè molti blogger proprio come noi amano esprimere opinioni, recensioni e notizie sul mondo liberamente e senza vincoli. Parliamoci chiaro, vivere di Blog è veramente molto difficile, quindi dietro ogni parola, articolo si “nasconde” sempre qualcuno che conduce una vita lavorativa profondamente diversa.

Quando però arrivano pessime notizie, bollate con l’esclusivo marchio Italiano e leggiamo che una blogger viene condannata, ci sentiamo indignati, sia per la condanna esemplare che per il semplice fatto che è una blogger proprio come tantissimi di noi, considerando che esistono oltre 100 milioni di blogger.

Come si svolge la vicenda? Niente di più allarmante, un utente del tutto anonimo, posta una sua impressione e la blogger viene condannata per diffamazione. Allucinante, provate ad immaginare la scena fuori dalla vita online. Un vostro ospite durante la cena, esprime un opinione non favorevole ad un argomento, quindi voi venite condannati al risarcimento! Riuscite minimamente ad immaginare quanto è ridicola e irritante la situazione, che sicuramente sta provando la blogger in questione?

In sostanza con questa sentenza da oltre 1500 euro di multa da aggiungere ad altri 5000 euro alla parte offesa, questa condanna è un segno indelebile ad una blogger di 21 anni, che all’età di 17 anni ha aperto writersdream.org dove si discute e recensiscono le case editrici. E’ una passione come per tanti di noi, e così Linda Rando, 21 anni blogger per passione e operatrice callcenter come lavoro, non resta che ricorrere in appello. Ecco un altro esempio della pessima situazione italiana, una casa editrice arrabbiata che affila le unghie su una ragazza blogger, con il risultato che la giustizia trova il modo per pubblicizzarsi negativamente per l’ennesima volta.